Intervista a Roberto Calari

Intervista a Roberto Calari

Un intervento sull'importanza dell'Industria Culturale e Creativa in Italia, un volano per lo sviluppo e per l'economia.

 

D - Nonostante si risenta ancora della crisi economica, cultura e creatività hanno registrato un incremento degli investimenti nella programmazione dell'Unione Europea 2014-2020. Un dato importante, il sostegno a questi settori comporta dunque ai territori crescita sostenibile e occupazione di qualità. Che importanza assume l'industria culturale e creativa in Emilia-Romagna oggi?

R - A partire dalla ricerca “Cultura&Creatività, ricchezza per l’Emilia-Romagna” sviluppata dall’Assessorato Cultura e Sport in collaborazione con Ervet nel 2012, la Regione Emilia-Romagna ha individuato delle traiettorie di intervento focalizzate sull’Industria Culturale e Creativa. L’Emilia-Romagna vanta oltre 30.000 imprese del settore, con un numero complessivo di operatori di poco superiore ai 78.000. Una straordinaria ricchezza di competenze e una presenza consistente sul totale delle aziende, ma le dimensioni di queste realtà sono ridotte soprattutto se paragonate a livello europeo. Tutti e tredici i settori delle ICC (dal design all’enogastronomia di qualità, dalla moda ai beni culturali, dallo spettacolo dal vivo alle produzioni editoriali, cinematografiche e radiotelevisive, l’industria e i servizi creativi) sono rappresentati in maniera importante nella nostra Regione, con delle aree in cui si sono venute a concentrare determinate tipologie di specializzazione.

L’individuazione di questo panorama ha consentito una successiva analisi di tipo qualitativo, in cui sono emersi gli scenari competitivi e i bisogni delle imprese sia in rapporto con il sistema istituzionale sia con le università e i centri di ricerca. Lo studio “Cultura&Creatività, ricchezza per l’Emilia-Romagna” ha anticipato i topic della programmazione europea 2014-2020, in cui la Regione si è dimostrata pronta a recepire i trend suggeriti dall’UE. Anche gli assessorati più legati a settori strategici fondamentali per lo sviluppo regionale - industriale, della meccanica, edile, dell’agroindustria, del biomedicale – hanno realizzato che dal comparto delle ICC può derivare un salto di tipo competitivo per le filiere tradizionali e una maggiore occupazione per giovani con profili professionali trasversali.

Uno degli elementi a parer nostro più rilevanti della programmazione di questi sette anni è la Strategia Regionale di Innovazione per la Specializzazione Intelligente: si stanno creando degli scenari di innovazione non tanto nella produzione di tecnologia, ma determinare un utilizzo della tecnologia sia verso il b2b, sia verso i consumatori, sia per la pubblica amministrazione che porti allo sviluppo di territorio già fortemente recettivo rispetto ad altre regioni. La formazione superiore, la Rete Politecnica Regionale, assumono inoltre un determinante ruolo di orientamento verso professioni trasversali nei diversi settori professionali.

Le ricerche e li studi commissionati dall’UE hanno sempre dimostrato e sottolineato a una maggior presenza di imprese culturali corrisponde una maggiore capacità di resistere alla crisi. Molte realtà in questi anni hanno puntato su maggiori investimenti rispetto al passato e ciò ha comportato degli ottimi posizionamenti nei cluster regionali. Nelle linee d’intervento europee, molto più che in passato, gli assi prioritari sono specificatamente delineati per sostenere le imprese delle ICC nel rafforzamento e nello sviluppo, inoltre intervengono anche nella formazione, nel sostegno all’internazionalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla finanza di impresa. Non c’è però sempre coerenza tra le politiche europee e l’applicazione di esse a livello nazionale: in Italia ci sono dei segnali positivi, ma ancora non si riscontra una piena corrispondenza di intenti.

D - Quali sono le professioni innovative e di alto profilo tecnologico che stanno emergendo in questi ultimi anni nel settore?

Le professioni che avranno maggior risalto nel settore delle Industrie Culturali e Creative hanno competenze trasversali. I laureati in materie umanistiche, appropriandosi di nozioni e know-how specifici, possono operare all'interno di aziende anche nelle filiere tradizionali. 

Roberto Calari

Presidente Mediacoop e Responsabile settore Cultura Legacoop Nazionale

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